Il Tempo Profondo è quest’albero,
che tu passi e non sai. Non guardi mai.
Ha un tronco nero di padre,
ha lunghe braccia di madre, e con la voce
delle sue foglie ti dice
parole
che tu non senti correndogli accanto.
Che il tuo dolore è un momento.
Che la tua vista straniera
è sorda e bugiarda e megera.
E questo mistero, ci dice,
è tutto quello che abbiamo.
Ma noi, noi non ci fermiamo.