Arte essere povero-cover.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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«Il mio divorzio fu emesso il 5 novembre, alle cinque della sera». Così inizia quella che, oltre a una testimonianza avvincente, può essere letta come manuale scritto da un autentico intenditore, oggi venerato anche in Internet. Il matrimonio con l’ereditiera americana Anna Gould aveva reso Boni de Castellane “Re di Parigi”. I sontuosissimi parties, spesso in maschera, con cui animava le serate parigine sono rimasti nella storia. Affollati della crème della società, con il conte di Montesquiou, Marcel Proust, Sarah Bernhardt, la Duse, d’Annunzio, l’allora giovane Jean Cocteau e pure Oscar Wilde. Tutti volevano essere suoi ospiti. Finché la moglie, indispettita dalle spese (e dai tradimenti), presentò istanza di divorzio e Boni, abbandonato da tutti, finì a doversela vedere coi creditori e con la buona società che ora gli voltava le spalle. Ma seppure difficile, la sua nuova, lunga vita “da povero”, non fu però da meno di quella precedente. Perduti lussi e limousine, Boni restò con qualche abito e i mezzi pubblici, ma riuscì nell’impresa di rimanere sempre fedele a se stesso. E conservando il suo spiccato senso dell’umorismo, poco prima di morire, decise di raccontarci L’arte di essere povero.

Excelsior 1881

Louisa May Alcott, Piccole donne (1868-69)

Mark Twain, Ingenui all’estero (1869), Tom Sawyer (1976), Huckleberry Finn (1884)

Stephen Crane, Il segno rosso del coraggio (1895)

Jack London, Martin Eden (1909)

Henry James, L’americano (1877), Gli Europei (1878), Washington Square (1880), Ritratto di signora (1881), Daisy Miller (1883), I bostoniani (1886), Principessa Casamassima (1886), Il carteggio Aspern (1888), Quel che sapeva Maisie (1897), Giro di vite (1898), Le ali della colomba (1902), Gli ambasciatori (1903), La coppa d’oro (1904)

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I piaceri e i giorni, primo libro di Marcel Proust, appare nel 1896 presso l’editore Calmann-Lévy con una prefazione di Anatole France. 

Nel 1896, Marcel Proust aveva venticinque anni. I ritratti dell’epoca ce lo mostrano bello e pallido, in abito da sera, con una camelia all’occhiello: un giovane dandy a suo agio tra aristocratici e cortigiane di lusso, pronto a corteggiare le signore dell’alta società. Una figura ben lontana dal Proust degli ultimi anni: quello con gli occhi perennemente cerchiati e la barba lunga che, oppresso dall’angoscia della morte, tesseva in una camera ermeticamente chiusa la trama del suo immenso romanzo. Eppure tra il giovane Proust, mondano e apparentemente frivolo, degli anni ‘90, e il geniale romanziere del tempo perduto, esiste una profonda continuità: una continuità che affiora, con straordinaria evidenza, tra le pagine di I piaceri e igiorni, il volume di racconti che Proust pubblicò nel 1986. I temi di questi racconti sono in gran parte gli stessi che affronterà il Proust « maggiore »: la sensibilità infantile e adolescenziale, indifesa davanti alle rivelazioni del desiderio e della morte; lo snobismo, unica e spietata religione deW mondo moderno, che impone ai suoi fedeli le pratiche più assurde, le rinunce più insensate, i rituali più mortificanti; le fantasticherie dell’amore non corrisposto e le ossessioni della gelosia, lancinanti ma anche compiaciute, assaporate con strazio e con voluttà. Infine nelle pagine del racconto Prima di notte, non incluso nella raccolta del’96, né nelle precedenti edizioni italiane, l’autore della Ricerca affronta per la prima volta il tema dell’omosessualità: una giovane donna lesbica, prima di morire, racconta la propria vita all’esteta che, con le sue teorie alla Oscar Wilde, l’ha spinta inconsapevolmente sulla via dell’amore omosessuale. In questa edizione il testo de ]piaceri e i giorni è accompagnato, per la prima volta in Italia, dai racconti che Proust scrisse nello stesso periodo, ma non incluse nel volume; inoltre un commento, dovuto allo studioso svizzero Luzius Keller, permette di cogliere tutti i riferimenti di Proust alla cultura del suo tempo. Le illustrazioni, anch’esse per la prima volta accessibili in Italia, sono quelle della prima edizione: la pittrice Madeleine Lemaire, allora molto nota, le dipinse all’acquerello, catturando con grazia l’atmosfera di un’epoca oggi per noi irrimediabilmente perduta.

da bollatiboringhieri.it

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Marcel Proust in un olio di Jacques-Émile Blanche (1892)

Jacques Émile Blanche dipinse questo ormai famosissimo ritratto nel 1892 sulla base di un disegno a matita fatto la primavera precedente, a Trouville.  Proust aveva circa vent’anni. Non si separò mai da questo ritratto, che lo seguì in tutti i suoi traslochi.  C’è chi pensa che il fiore all’occhiello sia una camelia, un fiore inodore, perché Proust soffriva d’asma e non tollerava i profumi. Il ritratto oggi si trova al Musée d’Orsay. 

da marcelproust.it

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Romanzi giovanili, di Giovanni Verga, Frassinelli

Contiene:

- Una peccatrice (1866)
- Storia di una capinera (1869)
- Eva (1873)
- Tigre reale (1875)
- Eros (1875)
- La lupa (1880)

Alfredo Oriani

25 Marzo 2008

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Alfredo Oriani (Faenza, 1852-1909)

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Vortice (1899)

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Renato Fucini (Monterotondo Marittimo, 1843-1921)

- Cento sonetti in vernacolo pisano di Neri Tanfucio (1872)

- Napoli a occhio nudo: Lettere ad un amico (1877)

- Cinquanta nuovi sonetti in vernacolo (1879)

- Le veglie di Neri: paesi e figure della campagna Toscana (prima edizione: 1882)

- All’aria aperta (1887)

- Le poesie di Neri Tanfucio con l’aggiunta di 50 nuovi sonetti in vernacolo (1892)

- Poesie in vernacolo Pisano, in Lingua (1898)

- Il mondo nuovo : Libro di Lettura per la Terza classe elementare (1901)

- Il mondo nuovo : Libro di Lettura per la Quarta classe elementare (1904)

- Il bambino di gommelastica: racconto, traduzione libera di Renato Fucini dal russo di D. V. Grigorovitch (1910)

- Nella campagna toscana: tre nuovi racconti: Castore e Polluce, Tigrino, Il signor colonnello (1908)

- Poesie in lingua (1920)

- Acqua passata: storielle e aneddoti della mia vita (1921)

- Foglie al vento (postumo, 1922)

- Il ciuco di Melesecche : storielline in prosa e in versi (postumo, 1922)

- La maestrina: Novella (postumo, 1922)

- Lettere all’amico dei fichi d’India (postumo, 1943)

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da sx: Luigi Conconi, Guido Pisani Dossi, Giachi ed Emilio Praga. 

La Scapigliatura

La Scapigliatura milanese

POESIA:

Arrigo Boito (Padova, 1842-1918)

- Re Orso

- Il libro dei versi 

Giovanni Camerana (Casale Monferrato, Torino 1845-1905)

- Versi (postumo, 1907)

Emilio Praga (Gorla, Milano, 1839-1875)

- Poesie

PROSA:

Carlo Righetti (Milano, 1828-1906)

- La Scapigliatura e il 6 febbraio (1862)

- Nanà a Milano (1880)

- La canaglia felice (1885)

- Il ventre di Milano (1888)

Iginio Ugo Tarchetti (San Salvatore Monferrato, 1841-1869)

- Una nobile follia (1867)

- Racconti fantastici (postumo, 1869)

- Fosca (postumo, 1869)

- Disiecta (postumo, 1879)

Carlo Dossi (Zenevredo, Pavia 1849-1910)

- L’altr’ieri

- Vita di Alberto Pisani

- La colonia felice

- La desinenza in A

- Rovaniana (postumo)

- Note azzurre (postumo)

Emilio De Marchi (Milano, 1851-1901)

- Il cappello del prete

- Demetrio Pianelli

- Giacomo l’idealista

ALTRI SCAPIGLIATI:

Vittorio Imbriani (Napoli, 1840-1886)

- Dio ne scampi dagli Orsenigo