Lumi ed ombre di Russia: l’insurrezione di Pugačëv (1773-74)
31 Agosto 2008

La locandina di un film russo del 1980.
Tra il 1773 e il 1774 un cosacco del Don di nome Pugačëv si pose a capo di una rivolta contro l’assolutismo di Caterina II. Figlio di un piccolo proprietario terriero, Pugačëv aveva partecipato alla Guerra dei Sette anni e alla Guerra russo-turca, quindi si era dato, pare, al vagabondaggio ed stato dato ricercato per diserzione. Durante questo periodo sembra frequentasse i monasteri dei Vecchi credenti, religiosi scismatici della Chiesa russa che esercitarono grande influenza su di lui. Al termine dell’isolamento, dichiarò di essere il defunto zar Pietro II detronizzato e fatto arrestare da Caterina, e organizzò l’insurrezione dei cosacchi Jaik. Pugačëv diceva di voler riparare i torti subiti dal popolo sotto il regno zarista: prometteva a chi l’avesse seguito terra, sale, grano e l’abbassamento delle tasse.
Sulle prime il governo russo sottovalutò la rivolta: Caterina, nella sua corrispondenza con Voltaire, affermava di trattare l’affaire du Marquis de Pougatchov come uno scherzo di cattivo gusto. Invece con il suo esercito Pugačëv assaltò citta, assediò fortezze e ridusse in cenere chiese, monasteri e industrie cittadine. Chi rifiutava di unirsi al suo esercito veniva ucciso pubblicamente. Solo nell’estate del 1774 l’esercito russo ebbe ragione sui ribelli, che subirono una devastante sconfitta con decine di migliaia di morti. A settembre Pugačëv fu catturato mentre tentava la fuga: pare che il generale Souvurov lo rinchiuse in una cassa metallica che spedì a Mosca, dove il ribelle fu decapitato.
Puškin ha narrato la rivolta di Pugacev nel romanzo La figlia del capitano (1836).
“Un filosofo sul trono”, Caterina II (1762-1796)
28 Agosto 2008

Lumi ed ombre di Russia: Puskin, La figlia del capitano
28 Agosto 2008
“L’ospite inatteso è peggio di un tartaro.”
Proverbio russo
Lumi ed ombre di Russia: Novikov (1744-1818)
28 Agosto 2008

Nell’ambiente letterario russo del tempo Nikolaj Novikov si guadagnò larga fama come editore di riviste satiriche, tra cui Il Calabrone e Il Pittore, regolarmente soppresse alla censura zarista. Accanto alla feroce satira della società del tempo, Novikov difese la libertà dello scrittore da ogni condizionamento, e prese posizione contro la servitù della gleba. Entrato nella massoneria negli anni della reazione seguita alla rivolta di Pugacev, fondò altre riviste e pubblicò opere poi tradotte dai maggiori illuministi francesi e tedeschi. Arrestato per i suoi continui attacchi alla politica di Caterina II, fu liberato solo quattro anni dopo da Paolo I, alla morte della zarina. Ma nessuna attività editoriale gli fu più concessa.
Lumi ed ombre di Russia: Radiščev (1749-1802)
28 Agosto 2008
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Aleksandr Nikolaevič Radiščev studiò prima a Pietroburgo e poi all’Università di Lipsia. L’influenza dell’illuminismo francese, da Helvétius a Voltaire a Rousseau, rafforzò in lui la coscienza dei mali della Russia. Dopo il suo ritorno in patria lavorò nel Ministero del Commercio e nel 1790 fondò una sua casa editrice, per la quale pubblico il celebre Viaggio da Pietroburgo a Mosca. Con il pretesto della cronaca di un viaggio, lo scrittore denuncia le misere condizioni del popolo russo sotto l’impero di Caterina II, con una dura condanna della servitù della gleba. Il volume fu subito sequestrato e il suo autore spedito in Siberia. In seguito fu liberato da Paolo I e reintegrato da Alessandro I nella burocrazia imperiale. Ma durante l’esilio aveva sviluppato una forma così acuta di depressione che, un anno dopo la liberazione, lo scrittore si tolse la vita.
Lumi ed ombre di Russia: Karamzin (1766-1826)
28 Agosto 2008

Ricordato come padre della moderna lingua letteraria russa e autore dei 13 volumi della Storia dello Stato Russo, Nikolaj Michajlovič Karamzin nacque in un villaggio a sud-est di Mosca. Figlio di un ufficiale dell’esercito, si trasferì presto a San Pietroburgo, dove si mantenne facendo traduzioni di autori stranieri. A venticinque anni entrò in contatto con il gruppo dei giovani massoni moscoviti di Nikolaj Novikov e della ”Amichevole società studiosa”. Nel 1789 partì per l’Europa, dove divenne testimone diretto dei fatti rivoluzionari francesi. Al suo ritorno pubblicò i sei volumi di Lettere di un viaggiatore russo – ispirate al Viaggio sentimentale di Laurence Sterne – in cui narra le sue peregrinazioni in Germania, Francia, Svizzera e Inghilterra.
Lumi ed ombre di Russia: Batjuskov (1787-1855)
28 Agosto 2008
Kostantin Batjuskov nacque a Vologda nel maggio del 1787 da una famiglia nobile ma non ricchissima. Trascorse l’infanzia nella tenuta di famiglia e appena adolescente andò a San Pietroburgo per continuare gli studi. Qui imparò il francese, il tedesco e l’italiano. Nel 1802 si impiegò nel Ministero della Pubblica Istruzione, iniziò a frequentare i circoli letterari e pubblicò le sue prime poesie. Poi partecipò alle campagne contro Napoleone, la cui sconfitta definitiva permise a Batjuskov di tornare a San Pietroburgo. Qui si innamorò non ricambiato e la delusione lo portò a realizzare il tanto vagheggiato viaggio in Italia. Soggiornò a Napoli, Sorrento, Ischia e poi a Roma. Ma quando nel 1821 tornò in Russia iniziarono a manifestarsi i primi sintomi della malattia mentale che lo avrebbe accompagnato fino alla morte. Col passare del tempo i suoi disturbi si aggravarono: durante le crisi distruggeva i manoscritti e tentava il suicidio. Dichiarato incurabile dai medici, Batjuskov si rifugiò a Vologda, dov trascorse gli ultimi 30 anni della sua vita fuori dalla realtà. Tradusse Tibullo, Parny e Tasso, e una delle sue poesie più famose è proprio Il Tasso morente (1817).
“Faccio i bagni in acqua minerale, bevo acqua minerale, mi nutro di fichi, mi arrostisco al sole, passeggio per vialetti sotto tralci di vite al soffio del vento africano e, quel che è meglio, mi godo la più solenne vista del mondo. Davanti a me è sorrento, la culla di quell’uomo al quale debbo i più grandi godimenti della mia vita”. (Lettera da Ischia a V.A. Zukovskij)
“Proprio come l’imperatore Tiberio – la cui isola (Capri) si trova di fronte alla mia finestra – non sapeva in che modo cominciare il proprio messaggio al senato, così io, agitato da sentimenti contrastanti, in mezzo alle preoccupazioni e alle distrazioni, tra le visioni e le spese, in mezzo all’incessante vociare della gente che riempie il lungomare, al suono delle catene dei forzati, al canto dei pulcinella, dei lazzaroni e delle lavandaie non sono capace, non so da cosa incominciare la mia lettera…Ogni giorno il popolo si riversa a ondate nel vasto teatro a godere della musica di Rossini e del dilettevole canto delle sue sirene, mentre il nostro vicino Vesuvio si prepara all’eruzione; si dice che a Portici e nei dintorni i pozzi stiano incominciando a prosciugarsi: segno, secondo le parole degli osservatori, che il vulcano si metterà al lavoro”. (Lettera da Napoli a A.I. Turgenev)
Aleksej Kara-Murza, Napoli russa
Gli ultimi Romanov
1 Ottobre 2007

1917. Lo Zar Nicola II Romanov (1868-1918 ) con la Zarina Alessandra d’Assia (1872-1918 ) e i figli Olga (1895-1918 ), Tatiana (1897-1918 ), Anastasia (1901-1918 ), Maria (1899-1918 ), e in basso Alessio (1904-1918 ) che soffriva di emofilia (malattia ereditata dalla bisnonna Vittoria, che avendo avuto nove figli sparsi per le corti di tutt’Europa, provocò non pochi problemi sanitari agi eredi).
Gli Zar di Casa Romanov da metà Ottocento:
- Alessandro II Romanov (1818-1881) fu Zar di Russia e Duca di Finlandia dal 2 marzo 1855 alla morte. Sposa Massimiliana Guglielmina Maria di Hesse-Reno (1824-1880), meglio conosciuta come Maria Aleksandrovna.
- Alessandro III Romanov (1845-1894), zar di Russia dal 1881 alla morte. Sposò Dagmar di Danimarca (1847-1928).
- Nicola II (1868-1918), ultimo Zar di Russia dal 1894 al 1917. Sposò Alessandra d’Assia (1872-1918).
Fjodor Dostoevskij (1821-1881)
25 Settembre 2007
Povera gente (1844)
Il sosia (1845)
Memorie da una casa di morti (1861)
Umiliati e offesi (1861)
Memorie dal sottosuolo (1864)
Il giocatore (1866)
Delitto e castigo (1866)
L’idiota (1869)
L’eterno marito (1870)
I demoni (1871)
L’adolescente (1875)
I fratelli Karamazov (1878-1880)
Michail A. Bakunin (1816-1876)
25 Settembre 2007

Stato e anarchia (1873).

