Vincenzo Gemito a Villa Pignatelli (Napoli)
13 Giugno 2009
.jpg)
Porporino
15 Dicembre 2008
“L’autore celebra i fasti di Pergolesi e Cimarosa scegliendo il punto di vista di Porporino, immaginaria figura di evirato cantore, protagonista di questo romanzo. A cominciare dalla galleria di icone della storia dell’opera lirica: Mozart giovanissimo e scortato dal padre, Farinelli sul viale del tramonto, Cimarosa in perenne litigio con la primadonna di turno, e poi Casanova incerto fra le dame e i castrati, Lady Hamilton, l’abate Galiani, il principe di Sansevero, Orazio Nelson. Al centro della vicenda la grande querelle che animò i circoli culturali dell’epoca e che Fernandez dispiega in tutta la sua avvincente attualità. Da un lato l’antirealismo dell’opera seria, Achille, Didone, i funambolici gorgheggi dei castrati, l’utopica ricerca di andare oltre i limiti imposti alla natura umana. Dall’altro l’irruzione dell’opera buffa, le servette petulanti e i vecchi nobili gabbati: una gioiosa ondata di realismo che avrebbe segnato il destino dell’opera lirica.”
Aragonesi di Napoli
22 Novembre 2008
Oggi l’Aragona è una comunità autonoma della Spagna con capoluogo Saragozza, ma dal 1035 al 1479 Aragona fu il nome di un regno indipendente che governava, oltre all’attuale regione amministrativa, anche, a partire dal 1137, la Catalogna e successivamente le Isole Baleari, Valenzia, la Sicilia, Napoli e la Sardegna. La Corona d’Aragona, con capitale Barcellona, fu per molti aspetti un vero e proprio ”impero mediterraneo”. Solo nel 1479, quando Ferdinando II d’Aragona sposò Isabella I di Castiglia, l’unione dinastica portò fino alla formale creazione della Spagna come entità singola (1516).
Tra i secoli XIII e XVI gli Aragonesi governarono direttamente, o indirettamente attraverso dei rami cadetti, su vaste zone d’Itali, e si imparentarono inoltre con numerose famiglie della nobiltà italiana. Il primo territorio italiano che entrò a far parte dei domini Aragonesi fu la Sicilia a partire dal 1282 (in seguito alla guerra dei Vespri Siciliani); l’isola fu in seguito governata da una dinastia Aragonese autonoma tra il 1296 ed il 1402, quando il regno tornò nuovamente ad essere riunito sotto lo stesso sovrano dell’Aragona, per poi passare agli Asburgo del ramo di Spagna, nel 1516. La Sardegna venne progressivamente conquistata dai sovrani Aragonesi a partire dal 1323 e definitivamente nel 1478, fu sempre unita sotto la medesima sovranità dell’Aragona, della quale seguì le sorti.
Il Regno di Napoli venne conquistato dal Re d’Aragona Alfonso V il Magnanimo nel 1442, e venne governato da una dinastia Aragonese autonoma tra il 1458 ed il 1501 (a parte alcune brevi occupazioni francesi), finché nel 1503 Ferdinando il Cattolico lo riaccorpò al dominio diretto dei re d’Aragona.
Alfonso I (Alfonso V d’Aragona 1442-1458). Figlio di Ferdinando I d’Aragona. Sposa Maria di Castiglia: i due non avranno figli, e la corona di Napoli passerà al figlio Ferdinando, che Alfonso aveva avuto con un’amante.
Ferdinando I di Napoli (Ferrante o Don Ferrante 1458-1494). Figlio naturale di Alfonso. Sposa Isabella di Chiaromonte.

Ferdinando II (Ferrandino), figlio di Alfonso II e Ippolita Maria Sforza. Sposò la zia Giovanna, figlia illegittima di Don Ferrante.
Federico I. Figlio di Don Ferrante. Al momento della sua salita al trono, non si erano ancora spente le rivendicazioni francesi alla corona di Napoli. Nelle sue aspirazioni Luigi XII trovò l’appoggio di Ferdinando II d’Aragona, cugino di Federico, noto con il nome di Ferdinando il Cattolico. Con un trattato segreto, stipulato a Granada l’11 novembre 1500, i due sovrani concordarono la spartizione del regno, rendendo pubblico il loro accordo solo l’anno successivo (Campania e Abruzzi, Napoli compresa, erano destinati a Luigi; Apulia e Calabriaa Ferdinando). Federico, nulla sapendo del trattato, aprì le fortezze calabresi agli spagnoli affinché lo soccorressero; conosciuto il tradimento del congiunto prese accordi con i Francesi, per cui cedette il regno a Luigi XII, ottenendo in compenso la contea del Maine, da tramandare ai propri eredi, con una pensione vitalizia. Ma l’accordo di Granada non fu mai realmente rispettato: nel 1504 Ferdinando il Cattolico prese il regno con le armi e ne assunse il comando. Nello stesso anno dichiarò l’annessione del regno alla corona di spagna e lo costituì in Vicereame. Napoli e il meridione d’Italia restarono possedimento diretto dei sovrani spagnoli fino al 1700. Federico morì a Tour nel 1504.
Guerre d’Italia: Luigi XII
5 Novembre 2008
Rifacendosi ai diritti ereditati dalla nonna Valentina Visconti, Luigi XII Orleans intraprende nel 1499 la seconda spedizione francese in Italia. Preceduta da un abile gioco diplomatico che gli ha procurato l’aiuto di Venezia (a cui concede Cremona e la Ghiara d’Adda), degli Svizzeri (ai quali concede la Contea di Bellinzona, corrispondente al Canton Ticino) e del papa (al cui figlio, Cesare Borgia, offre il Ducato di Valentinois, la mano di Carlotta D’Albret), la spedizione giunge con facilità alla conquista del Ducato di Milano: Ludovico il Moro ripara in Germania presso il genero Massimiliano. Insieme alle forze asburgiche Ludovico riesce a riprendere il suo ducato per un breve periodo, ma nel 1500 viene fatto prigioniero e trasferito in Francia, dove morirà nel 1508.
Meno fortunata fu la conquista di Napoli, preparata dal Trattato di Granada, che prevede una spartizione delle conquiste tra Francia e Spagna, e garantita dalla neutralità (ottenuta per via diplomatica) di Venezia e del papa; inizialmente l’impresa è, anche questa volta, un successo quasi immediato.
Nell’estate del 1501Napoli è conquistata, ma sopravvenuto il disaccordo tra gli alleati e la conseguente guerra tra Francia e Spagna, la spedizione finisce per i Francesi in un completo disastro; dopo quasi due anni di resistenza vengono sconfitti presso il Garigliano, e il Trattato di Lione (1504) sancisce il loro insuccesso.
Nel 1476 a Luigi era stato chiesto di sposare la pia, ma disabile Giovanna (a sinistra), figlia del suo secondo cugino, Luigi XI, re di Francia. Dopo la morte di Carlo VIII, il matrimonio fu annullato per permettere a Luigi di sposare la vedova di Carlo, Anna di Bretagna (al centro), figlia ereditiera di Francesco di Bretagna, ed attuare così l’alleanza fra la monarchia francese ed il ducato di Bretagna. Luigi ebbe da lei alcuni figli, ma sopravvissero soltanto: Claudia di Francia, che sposerà Francesco I Angouleme, re di Francia; e Renata, che sposerà Ercole II d’Este, duca di Ferrara.
Dopo la morte di Anna di Bretagna, Luigi sposò Maria Tudor (a destra), figlia del re inglese enrico VII, sperando in un erede maschio, che tuttavia non giunse.
Cartina dell’Italia dopo le spedizioni di Carlo VIII e Luigi XII.
Cecilia Bartoli: “Se tu m’ami”
18 Settembre 2008
Se tu m’ami, se sospiri
Sol per me, gentil pastor,
Ho dolor de’ tuoi martiri,
Ho diletto del tuo amor,
Ma se pensi che soletto
Io ti debba riamar,
Pastorello, sei soggetto
Facilmente a t’ingannar.
Bella rosa porporina
Oggi Silvia sceglierà,
Con la scusa della spina
Doman poi la sprezzerà.
Ma degli uomini il consiglio
Io per me non seguirò.
Non perché mi piace il giglio
Gli altri fiori sprezzerò.
L’aria è stata a lungo attribuita a Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736)
L’Europa del Settecento
8 Settembre 2008
La mappa ingrandita: euratlas.com
1700 Muore Carlo II senza eredi; Pietro I il Grande entra in guerra contro la Svezia di Carlo XII, per il predominio del Baltico.
1701-1702 Inizio della Guerra di Successione Spagnola che vede coinvolte Francia e Spagna contro la “Grande alleanza” formata da Inghilterra, Olanda e Austria
1703 Fondazione di Pietroburgo.
1713 Pace di Utrecht. Carlo VI emana la “Prammatica sanzione” che fissa l’indivisibilità dei domini asburgici e l’ordine di successione.
1714 Pace di Rastadt: termina la Guerra di Successione Spagnola. I Borboni ottengono la corona di Spagna ma la potenza spagnola ne esce mutilata: Milano e Napoli vanno all’Austria, la Sicilia ai Savoia e l’Inghilterra ottiene con l’asiento il monopolio della tratta degli schiavi.
1714-1718 Guerra tra Impero Ottomano e Venezia.
1717-1718 La flotta spagnola si impadronisce della Sardegna e della Sicilia.
1718 Si forma la “Quadruplice Alleanza” (Inghilterra, Olanda, Austria e Francia) per contrastare l’espansione spagnola.
1720 Pace dell’Aja: la Sicilia passa all’Austria e la Sardegna ai Savoia.
1721 Pace di Nystadt, termina la Guerra del Nord; la Russia si sostituisce alla Svezia nel ruolo di grande potenza baltica.
1722 Pietro I di Russia istituisce la “Tabella dei ranghi”
1733 Muore il re di Polonia Augusto II, scoppia la Guerra di successione Polacca
1737 Muore Gian Gastone Medici: a Toscana passa dai Medici a Francesco Stefano di Lorena
1738 Pace di Vienna che pone fine alla Guerra di Successione Polacca: l’Austria cede il Regno di Napoli ai Borbone di Spagna.
1740 Federico II diventa re di Prussia. Maria Teresa d’Asburgo sale al trono austriaco. Federico II invade la Slesia, scoppia la Guerra di Successione Austriaca.
1748 La pace di Aquisgrana pone fine alla Guerra di Successione Austriaca: i ducati di Parma e Piacenza passano dall’Austria a Filippo di Borbone; la Slesia va a Federico II.
1756 Inizia la Guerra dei sette anni che vede Inghilterra e Prussia contrapporsi a Francia, Austria e Russia
1757 Ministero di William Pitt in Inghilterra; battaglie di Rossbach e Leuthen che vedono l’esercito prussiano sconfiggere le forze francesi e austriache.
1758 E’ eletto papa Clemente XIII; l’esercito prussiano ferma l’offensiva russa nella battaglia di Zondorf, ma viene sconfitto a Hochkirch dalle truppe austriache.
1759 Carlo III di Borbone lascia Napoli, gli succede il figlio Ferdinando; Battaglia di Kunersdorf, i prussiani sono sconfitti dai russi.
1760 Esce a Venezia la Gazzetta veneta.
1762 Caterina II si proclama imperatrice di Russia
1763 Trattato di Parigi che pone fine alla Guerra dei sette anni
1764 A Milano esce Il Caffè; Caterina II decreta la confisca dei beni ecclesiastici.
1765 Pietro Leopoldo d’Asburgo è Granduca di Toscana.
1768 Genova cede la Corsica alla Francia; La Russia entra in guerra contro l’Impero Ottomano.
1770 Abolizione a Milano della “Ferma generale”.
1772 Prima spartizione della Polonia
1773 Clemente XIV sopprime l’ordine dei Gesuiti; rivolte contadine in Russia capeggiate da Emeljan Pugacëv.
1773 Morte di Carlo Emanuele III, cui succede Vittorio Amedeo III.
1774 Maria Teresa istituisce l’obbligo scolastico in Austria
1780 Giuseppe II Imperatore d’Austria
1783 La Russia annette la Crimea. Terremoto di Messina.
1789 Rivoluzione francese
Settecento napoletano: il Vicereame austriaco (1707-1734)
7 Settembre 2008
Conseguenze della Guerra di Successione Spagnola
Il Trattato di Utrecht del 1713 poneva fine alla Guerra di Successione Spagnola: in base agli accordi il Regno di Napoli finiva sotto il controllo di Carlo VI del Sacro Romano Impero, insieme con la Sardegna; la Sicilia invece andava ai Savoia, con la condizione che, se estinta la discendenza maschile, l’isola e il titolo regale sarebbero tornati alla Spagna. Con la Pace di Rastadt un’anno dopo anche Luigi XIV di Francia riconobbe i domini asburgici in Italia.
Nel 1718 Filippo V di Spagna tentò di ristabilire il proprio dominio a Napoli e in Sicilia con il sostegno del suo primo ministro, il cardinale Giulio Alberoni: contro la Spagna intervennero però Inghilterra, Francia, Austria e Olanda che, nella cosiddetta Guerra della Quadriplice Allenza, sconfissero l’esercito di Filippo V nella battaglia di Capo Passero. La Pace dell’Aja che seguì nel 1720 decretò il riavvicinamento della Sicilia al regno di Napoli: pur mantenendosi come entità statale separata, passò insieme a Napoli sotto la Corona Austriaca; il Regno di Sardegna andava a risarcire i Savoia della perdita della Sicilia, e Carlo III di Borbone veniva designato erede al trono nel Ducato di Parma.
I Viceré
I primi viceré austriaci furono Georg Adam e Virico Daun, seguiti dall’amministrazione del cardinale Vincenzo Grimaldi che, favorevole ai circoli anticuriali napoletani, attuò la prima politica di risanamento finanziario, tentando di ridurre le spese di governo e al sequestro delle rendite dei feudatari meridionali che a seguito dell’occupazione austriaca erano contumaci.
I viceré che gli succedettero tra il 1710 e il 1719 (Carlo Borromeo Arese e il Daun al secondo mandato) trovarono un lieve bilancio positivo nelle entrate del regno, grazie anche al saldo delle spese che le operazioni militari avevano richiesto.
Nel 1728 il viceré Michele Federico Althann (1722-28) istituì il pubblico Banco di San Carlo, per finanziare l’imprenditoria privata di stampo mercantilistico, ricomprare le quote di debito pubblico e liquidare la manomorta ecclesiastica. Lo stesso viceré si guadagnò l’inimicizia dei gesuiti per aver tollerato la pubblicazione delle opere degli anticurialisti Giannone e Grimaldi.
Un nuovo tentativo di invasione però operato da Filippo V di Spagna, sebbene si concluse con la sconfitta di quest’ultimo, riportò il bilancio del regno nuovamente in deficit: il problema persistette per tutta la successiva età della dominazione austriaca; nel 1731 Aloys Thomas Raimund (1728-1733) promosse l’istituzione di una Giunta delle Università per controllare i bilanci dei piccoli centri delle provincie, assieme alla Giunta della Numerazione per il riordino delle amministrazioni finanziarie, istituita nel 1732.
I nuovi catasti furono però ostacolati dai proprietari terrieri e dal clero, che voleva scongiurare i propositi del governo di tassare i beni ecclesiastici. L’ultimo dei viceré austriaci, Giulio Visconti, vide l’invasione borbonica e la conseguente guerra, lasciando però ai nuovi sovrani una situazione finanziaria molto migliore rispetto a quella lasciata dai viceré spagnoli.
Società e cultura
L’Austria, costretta ad affrontare una situazione finanziaria disastrosa, segnò una profonda riforma nelle gerarchie politiche dello Stato napoletano e un discreto sviluppo dei principi illuministici e riformatori. Furono da allora reperibili a Napoli, oltre che i testi cartesiani, le opere di Spinoza, Giansenio, Pascal e le espressioni della cultura tornano in diretto contrasto con il clero cittadino, sulla strada dell’anticurialismo napoletano già aperta da giuristi famosi come Francesco d’Andrea, Giuseppe Valletta e Costantino Grimaldi.
Durante il vicereame austriaco, nel 1721, Pietro Giannone pubblicava il suo testo più celebre, la Storia civile del Regno di Napoli, che divenne celebre in tutta Europa (fu ammirato anche da Montesquieu), per come ripropone in termini moderni il machiavellismo e subordina il diritto canonico al diritto civile. Scomunicato dall’Arcivescovo di Napoli, Giannone trovò rifugio a Vienna, senza più poter tornare nell’Italia meridionale.
Tra Napoli e il Cilento, visse anche Giovan Battista Vico, che nel 1723 pubblicò i suoi Principi di una scienza nuova; e Giovanni Vincenzo Gravina, studioso di diritto canonico, che fondò a Roma, con Cristina di Svezia, l’Accademia dell’Arcadia, riproponendo una lettura laica dei classici.
Allievo di Gravina fu Metastasio, che proprio a Napoli formò sul Tasso e sul Marino le innovazioni poetiche che diedero al melodramma italiano una fama internazionale.
Pietro Colletta: Storia del Reame di Napoli
7 Settembre 2008

Pietro Colletta (1775-1831)
I Borbone di Napoli (1734-1861)
7 Settembre 2008
I Borbone sono un ramo cadetto della dinastia capetingia, che in seguito all’estinzione degli altri rami ereditò il trono nel 1589 con Enrico IV (1553-1610), iniziando così la dinastia dei Borbone di Francia. Manterranno il potere fino alla Rivoluzione francese e alla decapitazione di Luigi XVI (1793), anche se dopo Napoleone ci furono altri due monarchi Borbone: Luigi XVIII e Carlo X.
A partire dal XVIII secolo altri due rami della famiglia Borbone si stabilirono su troni stranieri. Il primo fu quello dei Borbone di Spagna. Capostipite fu Filippo V (un nipote di Luigi XIV) che, nominato erede nel testamento di Carlo II, fu proclamato re di Spagna nel 1700; tuttavia venne riconosciuto dalle monarchie europee solo con i trattati di Utrecht e di Rastatt, che ponevano fine alla Guerra di Successione Spagnola (1701-1714). I Borbone di Spagna furono detronizzati due volte (1808 e 1868), dovettero affrontare guerre civili (guerre carliste) e abbandonare la Spagna nel 1931, pur senza rinunziare mai ai propri diritti. Sono infatti tornati sul trono con Juan Carlos I, che, designato dal 1969 come successore del generale Francisco Franco, è diventato re nel 1975.
Un altro ramo della famiglia fu quello dei Borbone di Napoli, poi della ”Real Casa delle Due Sicilie”. Fu fondato nel 1734 da Carlo di Borbone, figlio di Filippo V di Spagna e di Elisabetta Farnese. Asceso poi al trono di Spagna (dopo un governo a Napoli che passò alla storia per le sue riforme), gli succedette il terzogenito Ferdinando, che, avendo unificato i due Regni nel 1815, assunse il nome di Ferdinando I delle Due Sicilie e che regnò lungamente fino al 1825 tranne che per due brevi interruzioni: nel 1799 (Repubblica Partenopea) e nel 1806-1815 (regni di Giuseppe Bonaparte e di Gioacchino Murat). A Ferdinando I seguirono Francesco I, Ferdinando II e quindi Francesco II, ultimi sovrani che guidarono il regno meridionale d’Italia prima dell’invasione e conquista sabauda.
“Il primo sovrano Borbone a regnare nel Meridione italiano fu in realtà Filippo V, nel momento in cui assurse al Trono di Madrid nel 1700. Durante le vicende della lunga Guerra di Successione Spagnola accadde poi che Filippo, pur vincitore della guerra e quindi sovrano effettivo di Spagna, perdette nel 1707 il vicereame di Napoli e Sicilia a favore degli Asburgo d’Austria, che lo manterranno fino al 1734.”
Carlo (1716-1778), Re di Napoli e della Sicilia dal 1734 al 1759. Sposa Maria Amalia di Sassonia.
Ferdinando VI (1751-1825), Re di Napoli e III di Sicilia dal 1759 al 1815, diviene Re delle Due Sicilie col nome di Ferdinando I dal 1815 al 1825. “Re lazzarone”, sposa Maria Carolina d’Asburgo Lorena.
![]()
Francesco I (1777-1830), Re delle Due Sicilie dal 1825 al 1830. Nel 1796 Francesco sposa l’arciduchessa d’Austria Maria Clementina, figlia dell’imperatore Leopoldo II. Quando lei muore, nel 1801, il principe sposa la cugina Maria Isabella di Borbone, figlia di re Carlo IV di Spagna.
![]()
Ferdinando II (1810-1859), Re delle Due Sicilie dal 1830 al 1859. Soprannonimato “Re Bomba.” Nel 1832 sposa la Principessa Maria Cristina di Savoia, che muore dando alla luce l’erede al trono. Dopo di lei Ferdinando sposa l’Arciduchessa Maria Teresa Isabella d’Asburgo-Lorena, dalla quale avrà nove figli e tre figlie.
Francesco II (1836-1894), Re delle Due Sicilie dal 1859 al 1861, quando viene esiliato. Sopranominato “Franceschiello”. Sposò nel 1859 Maria Sofia di Baviera.
Bibliografia:
H. Acton, I Borboni di Napoli, 1734-1825, Giunti
H. Acton, Gli ultimi Borboni di Napoli, 1825-1861, Giunti
G. Campolieti, Il re “Lazzarone”, Mondadori
G. Campolieti, Re Franceschiello, Mondadori
Chateaubriand, Di Bonaparte e dei Borboni, Adelphi










