Porporino

15 Dicembre 2008

“L’autore celebra i fasti di Pergolesi e Cimarosa scegliendo il punto di vista di Porporino, immaginaria figura di evirato cantore, protagonista di questo romanzo. A cominciare dalla galleria di icone della storia dell’opera lirica: Mozart giovanissimo e scortato dal padre, Farinelli sul viale del tramonto, Cimarosa in perenne litigio con la primadonna di turno, e poi Casanova incerto fra le dame e i castrati, Lady Hamilton, l’abate Galiani, il principe di Sansevero, Orazio Nelson. Al centro della vicenda la grande querelle che animò i circoli culturali dell’epoca e che Fernandez dispiega in tutta la sua avvincente attualità. Da un lato l’antirealismo dell’opera seria, Achille, Didone, i funambolici gorgheggi dei castrati, l’utopica ricerca di andare oltre i limiti imposti alla natura umana. Dall’altro l’irruzione dell’opera buffa, le servette petulanti e i vecchi nobili gabbati: una gioiosa ondata di realismo che avrebbe segnato il destino dell’opera lirica.”

 

    Se tu m’ami, se sospiri
    Sol per me, gentil pastor,
    Ho dolor de’ tuoi martiri,
    Ho diletto del tuo amor,
    Ma se pensi che soletto
    Io ti debba riamar,
    Pastorello, sei soggetto
    Facilmente a t’ingannar.

    Bella rosa porporina
    Oggi Silvia sceglierà,
    Con la scusa della spina
    Doman poi la sprezzerà.
    Ma degli uomini il consiglio
    Io per me non seguirò.
    Non perché mi piace il giglio
    Gli altri fiori sprezzerò.

    L’aria è stata a lungo attribuita a Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736)

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da sx: Luigi Conconi, Guido Pisani Dossi, Giachi ed Emilio Praga. 

La Scapigliatura

La Scapigliatura milanese

POESIA:

Arrigo Boito (Padova, 1842-1918)

- Re Orso

- Il libro dei versi 

Giovanni Camerana (Casale Monferrato, Torino 1845-1905)

- Versi (postumo, 1907)

Emilio Praga (Gorla, Milano, 1839-1875)

- Poesie

PROSA:

Carlo Righetti (Milano, 1828-1906)

- La Scapigliatura e il 6 febbraio (1862)

- Nanà a Milano (1880)

- La canaglia felice (1885)

- Il ventre di Milano (1888)

Iginio Ugo Tarchetti (San Salvatore Monferrato, 1841-1869)

- Una nobile follia (1867)

- Racconti fantastici (postumo, 1869)

- Fosca (postumo, 1869)

- Disiecta (postumo, 1879)

Carlo Dossi (Zenevredo, Pavia 1849-1910)

- L’altr’ieri

- Vita di Alberto Pisani

- La colonia felice

- La desinenza in A

- Rovaniana (postumo)

- Note azzurre (postumo)

Emilio De Marchi (Milano, 1851-1901)

- Il cappello del prete

- Demetrio Pianelli

- Giacomo l’idealista

ALTRI SCAPIGLIATI:

Vittorio Imbriani (Napoli, 1840-1886)

- Dio ne scampi dagli Orsenigo

Loïe Fuller (1862-1928)

18 Settembre 2007

 

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 Toulouse-Lautrec                        William H. Bradley                 

“Nome d’arte di Marie Louise Fuller (Fullersburg, Illinois 1862 – Parigi 1928), ballerina, attrice e coreografa statunitense. Famosa per la sua abilità nel creare scenografie giocate su effetti visivi prodotti da lunghi strascichi di stoffe ondeggianti o da particolari usi dell’illuminazione, Loie si esibì soprattutto in Europa.

Tra i suoi lavori si ricordano i numeri solistici Serpentine Dance (1890) e Dance of Fire, così come le creazioni Bottom of the Sea (1906) e Ballet of Light (1908).

Protagonista della vita culturale parigina a cavallo tra i due secoli, fu amica di Henri de Toulouse-Lautrec e Auguste Rodin, da cui venne ritratta. Loie Fuller venne inoltre molto apprezzata nell’ambiente scientifico per le sue innovazioni nel campo dell’illuminotecnica.”

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http://www.teatroestoria.it/Pubblico/Pagine/ZDossier.asp?key=M40274