Al cinema, Chéri

21 Agosto 2009

Porporino

15 Dicembre 2008

“L’autore celebra i fasti di Pergolesi e Cimarosa scegliendo il punto di vista di Porporino, immaginaria figura di evirato cantore, protagonista di questo romanzo. A cominciare dalla galleria di icone della storia dell’opera lirica: Mozart giovanissimo e scortato dal padre, Farinelli sul viale del tramonto, Cimarosa in perenne litigio con la primadonna di turno, e poi Casanova incerto fra le dame e i castrati, Lady Hamilton, l’abate Galiani, il principe di Sansevero, Orazio Nelson. Al centro della vicenda la grande querelle che animò i circoli culturali dell’epoca e che Fernandez dispiega in tutta la sua avvincente attualità. Da un lato l’antirealismo dell’opera seria, Achille, Didone, i funambolici gorgheggi dei castrati, l’utopica ricerca di andare oltre i limiti imposti alla natura umana. Dall’altro l’irruzione dell’opera buffa, le servette petulanti e i vecchi nobili gabbati: una gioiosa ondata di realismo che avrebbe segnato il destino dell’opera lirica.”

 

    Se tu m’ami, se sospiri
    Sol per me, gentil pastor,
    Ho dolor de’ tuoi martiri,
    Ho diletto del tuo amor,
    Ma se pensi che soletto
    Io ti debba riamar,
    Pastorello, sei soggetto
    Facilmente a t’ingannar.

    Bella rosa porporina
    Oggi Silvia sceglierà,
    Con la scusa della spina
    Doman poi la sprezzerà.
    Ma degli uomini il consiglio
    Io per me non seguirò.
    Non perché mi piace il giglio
    Gli altri fiori sprezzerò.

    L’aria è stata a lungo attribuita a Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736)

A Napoli, nel Complesso di Santa Chiara, il Chiostro delle Clarisse fu restaurato da Domenico Andrea Vaccaro con le maioliche dei ”Maestri riggiolari” Giuseppe e Donato Massa.

La locandina di un film russo del 1980.

Tra il 1773 e il 1774 un  cosacco del Don di nome Pugačëv si pose a capo di una rivolta contro l’assolutismo di Caterina II. Figlio di un piccolo proprietario terriero, Pugačëv aveva partecipato alla Guerra dei Sette anni e alla Guerra russo-turca, quindi si era dato, pare, al vagabondaggio ed stato dato ricercato per diserzione. Durante questo periodo sembra frequentasse i monasteri dei Vecchi credenti, religiosi scismatici della Chiesa russa che esercitarono grande influenza su di lui. Al termine dell’isolamento, dichiarò di essere il defunto zar Pietro II detronizzato e fatto arrestare da Caterina, e organizzò l’insurrezione dei cosacchi Jaik. Pugačëv diceva di voler riparare i torti subiti dal popolo sotto il regno zarista: prometteva a chi l’avesse seguito terra, sale, grano e l’abbassamento delle tasse.

Sulle prime il governo russo sottovalutò la rivolta: Caterina, nella sua corrispondenza con Voltaire, affermava di trattare l’affaire du Marquis de Pougatchov come uno scherzo di cattivo gusto. Invece con il suo esercito Pugačëv assaltò citta, assediò fortezze e ridusse in cenere chiese, monasteri e industrie cittadine. Chi rifiutava di unirsi al suo esercito veniva ucciso pubblicamente. Solo nell’estate del 1774 l’esercito russo ebbe ragione sui ribelli, che subirono una devastante sconfitta con decine di migliaia di morti. A settembre Pugačëv fu catturato mentre tentava la fuga: pare che il generale Souvurov lo rinchiuse in una cassa metallica che spedì a Mosca, dove il ribelle fu decapitato.

Puškin ha narrato la rivolta di Pugacev nel romanzo La figlia del capitano (1836).

 

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da sx: Luigi Conconi, Guido Pisani Dossi, Giachi ed Emilio Praga. 

La Scapigliatura

La Scapigliatura milanese

POESIA:

Arrigo Boito (Padova, 1842-1918)

- Re Orso

- Il libro dei versi 

Giovanni Camerana (Casale Monferrato, Torino 1845-1905)

- Versi (postumo, 1907)

Emilio Praga (Gorla, Milano, 1839-1875)

- Poesie

PROSA:

Carlo Righetti (Milano, 1828-1906)

- La Scapigliatura e il 6 febbraio (1862)

- Nanà a Milano (1880)

- La canaglia felice (1885)

- Il ventre di Milano (1888)

Iginio Ugo Tarchetti (San Salvatore Monferrato, 1841-1869)

- Una nobile follia (1867)

- Racconti fantastici (postumo, 1869)

- Fosca (postumo, 1869)

- Disiecta (postumo, 1879)

Carlo Dossi (Zenevredo, Pavia 1849-1910)

- L’altr’ieri

- Vita di Alberto Pisani

- La colonia felice

- La desinenza in A

- Rovaniana (postumo)

- Note azzurre (postumo)

Emilio De Marchi (Milano, 1851-1901)

- Il cappello del prete

- Demetrio Pianelli

- Giacomo l’idealista

ALTRI SCAPIGLIATI:

Vittorio Imbriani (Napoli, 1840-1886)

- Dio ne scampi dagli Orsenigo

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Gabriele D’Annunzio a diciassette anni.

Poesia: 

- Primo vere (1879)
- Canto novo (1882)
- Poema paradisiaco (1893)
- “Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi”: Maia, Elettra, Alcyone, Merope (1903 – 1912) 

Romanzi: 

- Il piacere (1889)
- Giovanni Episcopo (1891)
- L’innocente (1892)
- Il trionfo della morte (1894)
- Le vergini delle rocce (1895)
- Il fuoco (1900)
- Forse che sì forse che no (1910)

Teatro:

- La città morta (1899)
- La Gioconda (1899)
- Francesca da Rimini (1902)
- La figlia di Iorio (1904)
- La fiaccola sotto il moggio (1905)
- La nave (1908)
- Fedra (1909)

Opere autobiografiche:

- La Leda senza cigno
- Notturno
- Le faville del maglio
- Libro segreto (Angelo Cocles)
- Solus ad solam (Epistolario postumo)

gabrieledannunzio.it

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Aubrey Beardsley, illustratore della Salomè di Oscar Wilde, morì di tubercolosi a soli venticinque anni.

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