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Rifacendosi ai diritti ereditati dalla nonna Valentina Visconti, Luigi XII Orleans intraprende nel 1499 la seconda spedizione francese in Italia. Preceduta da un abile gioco diplomatico che gli ha procurato l’aiuto di Venezia (a cui concede Cremona e la Ghiara d’Adda), degli Svizzeri (ai quali concede la Contea di Bellinzona, corrispondente al Canton Ticino) e del papa (al cui figlio, Cesare Borgia, offre il Ducato di Valentinois, la mano di Carlotta D’Albret), la spedizione giunge con facilità alla conquista del Ducato di Milano: Ludovico il Moro ripara in Germania presso il genero Massimiliano. Insieme alle forze asburgiche Ludovico riesce a riprendere il suo ducato per un breve periodo, ma nel 1500 viene fatto prigioniero e trasferito in Francia, dove morirà nel 1508.

Meno fortunata fu la conquista di Napoli, preparata dal Trattato di Granada, che prevede una spartizione delle conquiste tra Francia e Spagna, e garantita dalla neutralità (ottenuta per via diplomatica) di Venezia e del papa; inizialmente l’impresa è, anche questa volta, un successo quasi immediato.

Nell’estate del 1501Napoli è conquistata, ma sopravvenuto il disaccordo tra gli alleati e la conseguente guerra tra Francia e Spagna, la spedizione finisce per i Francesi in un completo disastro; dopo quasi due anni di resistenza vengono sconfitti presso il Garigliano, e il Trattato di Lione (1504) sancisce il loro insuccesso.

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Nel 1476 a Luigi era stato chiesto di sposare la pia, ma disabile Giovanna (a sinistra), figlia del suo secondo cugino, Luigi XI, re di Francia. Dopo la morte di Carlo VIII, il matrimonio fu annullato per permettere a Luigi di sposare la vedova di Carlo, Anna di Bretagna (al centro), figlia ereditiera di Francesco di Bretagna, ed attuare così l’alleanza fra la monarchia francese ed il ducato di Bretagna. Luigi ebbe da lei alcuni figli, ma sopravvissero soltanto: Claudia di Francia, che sposerà Francesco I Angouleme, re di Francia; e Renata, che sposerà Ercole II d’Este, duca di Ferrara.

Dopo la morte di Anna di Bretagna, Luigi sposò Maria Tudor (a destra), figlia del re inglese enrico VII, sperando in un erede maschio, che tuttavia non giunse. 

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Cartina dell’Italia dopo le spedizioni di Carlo VIII e Luigi XII.

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da sx: Luigi Conconi, Guido Pisani Dossi, Giachi ed Emilio Praga. 

La Scapigliatura

La Scapigliatura milanese

POESIA:

Arrigo Boito (Padova, 1842-1918)

- Re Orso

- Il libro dei versi 

Giovanni Camerana (Casale Monferrato, Torino 1845-1905)

- Versi (postumo, 1907)

Emilio Praga (Gorla, Milano, 1839-1875)

- Poesie

PROSA:

Carlo Righetti (Milano, 1828-1906)

- La Scapigliatura e il 6 febbraio (1862)

- Nanà a Milano (1880)

- La canaglia felice (1885)

- Il ventre di Milano (1888)

Iginio Ugo Tarchetti (San Salvatore Monferrato, 1841-1869)

- Una nobile follia (1867)

- Racconti fantastici (postumo, 1869)

- Fosca (postumo, 1869)

- Disiecta (postumo, 1879)

Carlo Dossi (Zenevredo, Pavia 1849-1910)

- L’altr’ieri

- Vita di Alberto Pisani

- La colonia felice

- La desinenza in A

- Rovaniana (postumo)

- Note azzurre (postumo)

Emilio De Marchi (Milano, 1851-1901)

- Il cappello del prete

- Demetrio Pianelli

- Giacomo l’idealista

ALTRI SCAPIGLIATI:

Vittorio Imbriani (Napoli, 1840-1886)

- Dio ne scampi dagli Orsenigo