floridiana2.jpg

Villa Floridiana, il giardino e la facciata settentrionale.

 

“Nel giugno 1815 Ferdinando IV di Borbone (1751-1825) rientrava a Napoli dopo la dominazione francese portando con sé dall’esilio palermitano la seconda moglie Lucia Migliaccio, duchessa di Floridia, (1770-1826). In quanto sposa morganatica, che non aveva ottenuto cioè il titolo di regina, la duchessa non poteva risiedere nelle dimore ufficiali della corte borbonica, pertanto Ferdinando volle offrirle una dimora degna del suo rango ed acquistò per lei la tenuta del principe di Torella Giuseppe Caracciolo, ampio appezzamento sulla collina del Vomero, dove si ergeva una imponente villa che, in onore della moglie, chiamò Villa Floridiana.”

lucia1.jpg

Lucia Migliaccio, principessa di Partanna (Trapani) e duchessa di Floridia (Siracusa).

“Lucia Migliaccio e Borgia, duchessa di Floridia, nata a Siracusa il 18 gennaio 1770, sposò in prime nozze, il 4 aprile 1791, Benedetto Grifeo Principe di Partanna; fu dama della Real Corte e decorata dell’Ordine di Maria Luisa di Spagna e di quello austriaco della Croce Stellata. Rimasta  vedova, sposò  in seconde nozze nel 1814 Ferdinando I, Re delle Due Sicilie. Rimase di nuovo vedova il 4 gennaio del 1825, e morì in Napoli il  26 aprile del 1826.”

“L’architetto Antonio Niccolini (1772-1850), che aveva progettato il restauro del teatro san Carlo dopo l’incendio del 1816, ebbe l’incarico di ristrutturare la vecchia costruzione, e tra il 1817 e il 1819 realizzò la villa in stile neoclassico e l’ampio parco di stile romantico.”

floridiana1.jpg 

Villa Floridiana, la facciata meridionale.

“Il parco è una scenografica alternanza di sentieri e boschetti - bellissimo quello di camelie -, con ampie zone occupate da praterie e aperte verso il golfo, in un’affascinante sintesi di elementi geometrici tipici del giardino all’italiana e di soluzioni prospettiche del giardino all’inglese.”

floridiana5.jpg

Il parco. 

 

“Ad accrescere l’atmosfera romantica e pittoresca del parco, Niccolini inserì una serie di finte rovine, statue ed elementi architettonici, in parte ancora esistenti: il tempio ionico, bianco padiglione a pianta centrale che, posto al margine estremo del giardino a terrazza, inquadra con le sue colonne splendide vedute cittadine; il teatrino della verzura, struttura a pianta ellittica delimitata da una bassa siepe di mirto, da quinte arboree sulla scena e da una doppia gradinata di piperno nella platea; serragli e grotte che, al fine di soddisfare la passione della duchessa per gli animali esotici, ospitavano uccelli di ogni genere, tigri, orsi, leoni e canguri, questi ultimi frutto di uno scambio con l’Inghilterra costato ben diciotto papiri ercolanesi non ancora svolti.”

floridiana8.jpg 

Il teatrino della verzura.

 

“Tra il 1872 e il 1880 il parco subisce due importanti modifiche: la prima riguarda la sistemazione di aiuole di lecci e prato inglese nell’ampio parterre ellittico con fontana centrale e statue su cui si affaccia il fronte sud della villa;   

floridiana.jpg

 

la seconda riguarda l’interruzione del rettilineo vialone di accesso, con un viale che nasconde fino alla fine la vista della villa sullo sfondo del prato centrale.”

napoli_floridiana11.jpg

Il viale d’ingresso della villa Floridiana, che oggi è un parco pubblico. 

 

“Dopo la morte della duchessa, nel 1826, gli edifici monumentali ed il Parco subirono numerose trasformazioni da parte degli eredi fino al 1919, anno in cui la Villa venne acquistata dallo Stato e destinata a sede museale dal 1924 per ospitare la collezione del duca di Martina.”  

3 Responses to “Un regalo di nozze: la Villa Floridiana”

  1. patrizia piscitello Says:

    Volevo chiedere informazioni sull’immagine con il turbante di Lucia Migliaccio, da dove è tratta e dove è conservata l’opera?
    grazie
    Patrizia Piscitello

  2. PIncoPallina Says:

    che bello questo sito…mi ricorda(questa villa)i bei tempi con il mio ragazzo quando facevamo tante cose…vi lascio immaginare…comunque emozionante…mi sono commossa..!!!!!

  3. mario donzelli Says:

    Il luogo è ameno e suggestivo, peccato che il tragitto, longitudinalmente è breve per essere delimitato dal parapetto sul parco Grifeo. Sarebbe davvero fantastico se si potesse sfruttare il vallone abbandonato di Villa Lucia per l’ampliamento fino a Chiaia e/o addirittura, da sogno, se si potesse espanderla fino alla villa comunale. Un’impresa colossale, una rinascita per tutta Napoli e una forte attrazione e fonte di guadagno se si ponesse in essere un pedaggio o abbonamento per le passeggiate, sports, escursioni etc.
    Gradirei V/ parere al riguardo. Cordialità


Leave a Reply