L’arte di essere povero: Boni de Castellane
Boniface de Castellane (1867-1932)
Celebre soprattutto per due cose: il suo matrimonio, e i conseguenti, pantagruelici banchetti. Il conte, dopo aver sposato la ricchissima Anna Gould incomincò ad impiegare il denaro acquisito in una delle migliori maniere possibili: dando continuamente fastose nonchè raffinatissime feste, o parties, spesso in maschera, ai quali partecipava la crema della società parigina di fine Ottocento: per primo il conte di Montesquiou, poi Marcel Proust, la famosissima attrice Sarah Bernhardt, e la sua rivale, Eleonora Duse, i due ritrattisti della mondanità per eccellenza Giovanni Boldini e Jacques Emile Blanche, e l’allora giovane e leggermente snob Jean Cocteau. Da lui passarono pure Oscar Wilde e Gabriele D’Annunzio.
Ma la gloria lo abbandonò presto. La moglie, stufatasi delle orge di alta società e cibo, nonché degli scialaquamenti di denaro del conte (acquistava enormi partite di abiti e di costosissime cravatte), presentò istanza di divorzio, e l’ebbe vinta. Abbandonato da tutti, Boni de Castellane dovette vedersela coi creditori, e soprattutto con la buona società che un tempo lo aveva amato, e che ora, tranne poche eccezioni, lo disprezzava.
Finì i suoi giorni, povero ma dandy, e conservando uno spiccato senso dell’umorismo, scrivendo “Come scoprii l’America”, assolutamente introvabile in Italia, un manuale dall’ironico titolo di “L’arte di essere povero”, e “Vent’anni di Parigi”, in cui narra le sue disavventure.
da noveporte.it
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